Rimozione del Tatuaggio PDF  | Stampa |  E-mail

E' un classico.
Ti sei fatta tatuare sul braccio il nome dell'uomo della tua vita...poi un giorno rientri a casa e lo trovi insieme alla tua migliore amica.
Oppure ti sei tatuato un disegno che all'epoca ti sembrava un'opera d'arte, ma che adesso ti fa tutt'altro effetto.
Sono molte le persone che, per un motivo o per l'altro, si trovano a dover fare i conti con un tatuaggio che non li rappresenta più.


Che fare?

Le alternative sono 2: il COVER-UP o la RIMOZIONE.

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IL COVER-UP

Con COVER-UP si intende la copertura del vecchio tatuaggio con uno nuovo, che lo andrà a coprire.
E', in un certo senso, un'arte a parte.
Saper eseguire un buon COVER-UP richiede una grande maestria ed abilità da parte del tatuatore nel saper costruire un nuovo disegno appoggiandosi sulla struttura del precedente.
Nelle gallerie di Tatuatori.it sono già stati inseriti alcuni cover-up sicuramente degni di nota.


LA RIMOZIONE

E' bene sottolineare che , in termini prettamente economici, la rimozione di un tattoo è indubbiamente molto più costosa della realizzazione.
Prima dell'introduzione della tecnica laser, l'unico modo di rimuovere un tatuaggio era quello di intervenire chirurgicamente asportandolo in uno o più tempi.
Ovviamente questo significava ritrovarsi, al posto del tatuaggio, una bella cicatrice (più grande del tatuaggio stesso, per ovvi motivi).
Nei casi peggiori, si rendeva necessaria addirittura la chirurgia plastica.

Le cose sono cambiate radicalmente con l'introduzione dei Laser Q-Switched che permettono di intervenire selettivamente sui pigmenti del tatuaggio, uccidendo le cellule pigmentate (mediante impulsi di potenza molto elevata ma  di breve durata che non danneggiano le zone circostanti) che vengono poi espulse per vie naturali dal corpo stesso (ricambio cellulare).
Per un buon risultato sono necessarie diverse sedute, ad intervalli prestabiliti (3 settimane di norma) e fisiologicamente necessari.
Il numero di sedute (in genere a partire da un minimo di 3) dipende dalla quantità di pigmento presente, da quanto è profondo e da quanti e quali colori sono stati usati.

Ogni pigmento infatti è trattato con un laser diverso:

- Alessandrite: per eliminare il colore blu, il nero, il verde
- QSA: verde
- Rubino: nero, il blu, il verde
- Pulsed dye laser - Nd:Yag 532: giallo, il rosso, l'arancione e il viola.
- Nd:Yag 1064: nero, nero/blu. Indicato particolarmente per soggetti di carnagione scura.

Il nero, che assorbe tutta la lunghezza d'onda del laser, è il pigmento che si elimina più facilmente.

Ogni seduta ha un costo che può andare dai 250 ai 500 euro.

Il trattamento può arrecare un moderato disagio paragonato da alcuni "pazienti" al sentirsi spricchiare gocce d'olio caldo sulla pelle o ricevere ripetuti colpi d'elastico.

Se tutte le norme post-operatorie del caso vengono seguite, non dovrebbero presentarsi cicatrici.

Raramente si assiste a casi di tatuaggi che peggiorano dopo il trattamento laser a causa dei pessimi pigmenti utilizzati.
Un mirato test preventivo può scongiurare il problema.

 
Venerdì, 12. Marzo 2010