Il Tatuaggio

Storia, tecniche, curiosità

Hannya

Innanzitutto precisiamo che questi soggetti non hanno niente a che fare con il diavolo o con elementi satanici.
Il concetto di inferno esiste anche nel buddismo giapponese, ma le Hannya sono mostri che risiedono sulla terra.
Forti emozioni quali la passione amorosa, la gelosia oppure l'odio possono trasformare le donne in queste terribili creature. 

Han'nya (般若) è una popolare maschera giapponese usata nel teatro nō, che rappresenta un demone femminile estremamente geloso.
Il dramma più popolare nel quale fu utilizzata la maschera, caratterizzata da due grosse corna taglienti, due occhi abbaglianti e una bocca ghignante, è il Dojoji, ispirato alla famosa storia di Anchin e Kiyohime.

LA LEGGENDA DI KIYOHIME

Molto tempo fa, durante il regno dell'imperatore Daigo, il giovane sacerdote di nome Anchin viaggiava ogni anno da Mutsu a Kumano in pellegrinaggio ed ogni anno soggiornava nel maniero della famiglia Shōji.
Il sacerdore era un giovane dall'aspetto incredibilmente bello e catturò l'attenzione di KiyoHime, la figlia del padrone, una ragazza problematica.
Anchin scherzando le disse che se si fosse comportata bene, l'avrebbe sposata e portata a Mutsu.

Ogni anno KiyoHime aspettava che Anchin tornasse per il suo pellegrinaggio.
Una volta raggiunta la maggiore età, lei gli ricordò la promessa e gli chiese di sposarla.
Anchin, imbarazzato dal fatto che la ragazza avesse preso sul serio la parola, le mentì e le disse che sdarebbe tornato a prenderla non appena avesse finito il suo pellegrinaggio.
Al suo ritorno, evitò il maniero Shōji e si diresse direttamente verso Mutsu.

Quando KiyoHime si rese conto dell'inganno, fu sopraffatta dal dolore.
Corse dietro al giovane prete, scalza, decisa a sposarlo.
Anchin fuggì il più velocemente possibile, ma Kiyohime lo raggiunse sulla strada per il tempio Dōjō-ji.
Lì, invece di salutarla, Anchin mentì di nuovo e fece finta di non conoscerla, ignorandola e dicendo che era in ritardo per un incontro da qualche altra parte.
La tristezza di Kiyohime si trasformò in una rabbia furiosa e attaccò il prete bugiardo, Anchin pregò Kumano Gongen di salvarlo e una luce divina abbagliò gli occhi di Kiyohime paralizzandola momentaneamente, dando ad Anchin il tempo di scappare.

Chikanobu il barcaiolo

L'intervento divino spinse la rabbia di KiyoHime oltre i limiti terreni e la trasformò in un serpente gigante e sputa-fuoco.
Quando Anchin raggiunse il fiume Hidaka, pagò il barcaiolo e lo pregò di non permettere allla sua inseguitrice di passare oltre, e si diresse verso il tempio Dojō-ji per cercare rifugio.
Ignorando completamente il barcaiolo, KiyoHime attraverò il fiume a nuoto. Vedendo il mostruoso serpente avvicinarsi, i sacerdoti di Dōjō-ji nascosero Anchin all'interno della grande campana di bronzo del tempio. 

Tuttavia, KiyoHime percepì l'odore di Anchin provenire dal nascondiglio.
Sopraffatta dalla rabbia e dalla disperazione, si avvolse attorno alla campana e soffiò fuoco finché il bronzo divenne bianco, bruciando vivo il povero Anchin.
Dopo la morte dell'amato, KiyoHime si gettò nel fiume e annegò.

 

Dojoji
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