Rimozione del Tatuaggio
tattoo_cil Prima dell'introduzione della tecnica laser, l'unico modo di rimuovere un tatuaggio era quello di intervenire chirurgicamente asportandolo in uno o più tempi.
Ovviamente questo significava ritrovarsi, al posto del tatuaggio, una bella cicatrice (più grande del tatuaggio stesso, per ovvi motivi).
Nei casi peggiori, si rendeva necessaria addirittura la chirurgia plastica.
Le cose sono cambiate radicalmente con l'introduzione dei Laser Q-Switched che permettono di intervenire selettivamente sui pigmenti del tatuaggio, uccidendo le cellule pigmentate (mediante impulsi di potenza molto elevata ma  di breve durata che non danneggiano le zone circostanti) che vengono poi espulse per vie naturali dal corpo stesso (ricambio cellulare).
Per un buon risultato sono necessarie diverse sedute, ad intervalli prestabiliti (3 settimane di norma) e fisiologicamente necessari.
Il numero di sedute (in genere a partire da un minimo di 3) dipende dalla quantità di pigmento presente, da quanto è profondo e da quanti e quali colori sono stati usati.

Ogni pigmento infatti è trattato con un laser diverso:


- Alessandrite: per eliminare il colore blu, il nero, il verde
- QSA: verde
- Rubino: nero, il blu, il verde
- Pulsed dye laser - Nd:Yag 532: giallo, il rosso, l'arancione e il viola.
- Nd:Yag 1064: nero, nero/blu. Indicato particolarmente per soggetti di carnagione scura.

Il nero, che assorbe tutta la lunghezza d'onda del laser, è il pigmento che si elimina più facilmente.
Se tutte le norme post-operatorie del caso vengono seguite, non dovrebbero presentarsi cicatrici.
Raramente si assiste a casi di tatuaggi che peggiorano dopo il trattamento laser a causa dei pessimi pigmenti utilizzati.
Un mirato test preventivo può scongiurare il problema.

Se hai uno studio attrezzato per la rimozione laser del tattoo e vuoi comparire su queste pagine contattaci.

 

CENTRI ATTREZZATI PER LA RIMOZIONE LASER DEI TATUAGGI:

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1 CENTRO ESTETICO COTILLI - Soverato, Gioia Tauro, Tropea 434
Venerdì, 12. Marzo 2010