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Otzi l'uomo venuto dal ghiaccio

Ötzi, l'uomo del ghiaccio, è il più antico essere umano tatuato che conosciamo: 61 tatuaggi in 19 gruppi, eseguiti a puntura e concentrati sulle articolazioni. Visse circa 5.300 anni fa, nell'età del Rame, e oggi è conservato al Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano.

Chi era Ötzi

Ötzi, conosciuto anche come Uomo di Similaun o Uomo Venuto dal Ghiaccio, è un importante reperto antropologico scoperto nel 1991 sulle Alpi Venoste, per la precisione sul ghiacciaio del Similaun, al confine tra Italia e Austria. La sua età si aggira intorno ai 5.300 anni: risale all'età del Rame, il periodo in cui la metallurgia del rame si diffondeva in Europa.

Il corpo, perfettamente conservato dal ghiaccio, ha permesso agli studiosi di ottenere informazioni importantissime riguardo a quella che doveva essere la vita di un uomo preistorico.

Ötzi in breve

Chi era

Un cacciatore dell'età del Rame, morto intorno ai 46 anni

Datazione

Tra il 3370 e il 3100 a.C.

Ritrovamento

19 settembre 1991, ghiacciaio del Similaun, 3.210 metri

Tatuaggi

61, raccolti in 19 gruppi

Causa di morte

Una ferita di freccia alla spalla sinistra

Dove si trova

Museo Archeologico dell'Alto Adige, Bolzano

Il ritrovamento e il corredo

Il corpo fu notato il 19 settembre 1991, a 3.210 metri di quota sul passo del Tisenjoch, da due escursionisti tedeschi, Helmut ed Erika Simon. In un primo momento fu scambiato per un alpinista recente; solo in seguito si capì che era una mummia preistorica.

Assieme al corpo si sono conservati anche gli indumenti in pelle: l'Uomo Venuto dal Ghiaccio era equipaggiato nel migliore dei modi per la permanenza in alta montagna. Il suo vestiario comprendeva calzature, leggings, perizoma, sopravveste, un mantello d'erba e un berretto di pelo d'orso. I materiali usati sono pelliccia e pelle di cervo nobile, orso, camoscio, capra e bovino. La tecnica di taglio, le cuciture accurate e l'abile lavoro d'intreccio testimoniano l'esistenza, già in quella cultura, di una rigorosa specializzazione del lavoro.

Oltre agli indumenti si sono conservati molti oggetti personali — arco, faretra, ascia, utensili — e persino quello che resta del suo ultimo pasto: nell'intestino sono stati trovati pane di farro, carne di stambecco e di cervo e verdure.

Ötzi morì a causa di una colluttazione: aveva una freccia piantata nella spalla. L'esame con la TAC del 2001 ha localizzato la punta di selce nella spalla sinistra: la freccia aveva reciso l'arteria succlavia. Questo antico cacciatore aveva circa 46 anni, un'età avanzata per quei tempi durissimi.

I 61 tatuaggi

È naturale che i 61 tatuaggi abbiano reso Ötzi la mummia più conosciuta dai tatuatori di tutto il mondo. I segni non hanno una valenza estetica: sono punti, linee e piccole croci, non disegni. La mappatura completa, pubblicata nel 2015 da Marco Samadelli e colleghi sul Journal of Cultural Heritage, li ha contati in 61 tatuaggi distribuiti in 19 gruppi.

Si concentrano sulla zona lombare, sulle gambe, sulle caviglie, sul ginocchio e sul polso sinistro. I segni più comuni sono gruppi di brevi linee parallele, con qualche croce.

Come erano fatti i tatuaggi di Ötzi

Per molto tempo si è pensato che fossero eseguiti praticando delle piccole incisioni sulla pelle, ricoperte poi con carbone vegetale che fissava il disegno. Uno studio tecnico del 2024 guidato da Aaron Deter-Wolf ha proposto una ricostruzione diversa: i tatuaggi di Ötzi sarebbero stati realizzati a puntura, bucando ripetutamente la pelle e facendovi penetrare il pigmento, di origine carboniosa. È lo stesso principio di un tatuaggio a mano libera, senza macchietta.

Il pigmento è a base di carbone, compatibile con la fuliggine, anche se la sua origine precisa non è nota.

Perché si faceva tatuare

I tatuaggi di Ötzi non avevano una valenza estetica, ma erano uno strumento terapeutico per lenire i dolori causati dall'artrite di cui soffriva. Le caratteristiche dei 61 tatuaggi, alcuni dei quali puntiformi e distribuiti attorno alle articolazioni, hanno portato a descrivere quello di Ötzi come un trattamento paragonabile a una forma primitiva di agopuntura.

La corrispondenza tra i tatuaggi e le articolazioni consumate, rilevata dall'analisi dello scheletro, è l'indizio più forte a sostegno dell'ipotesi terapeutica. La lettura più specifica, che li vuole allineati ai punti dell'agopuntura cinese, è invece considerata anacronistica, perché quel sistema medico è di millenni posteriore a Ötzi.

Alcuni dei tatuaggi dovevano aver richiesto una preparazione lunga e sofisticata. Questi particolari, insieme alle altre tracce di cure mediche, portano a pensare che Ötzi appartenesse a una cultura in cui questi trattamenti erano più frequenti e diffusi di quanto si potrebbe pensare, e in cui i segreti dei «successi terapeutici» erano trasmessi tra generazioni.

Questa pagina è una tessera di una storia più ampia: leggi Storia del Tatuaggio.

Il Museo Archeologico dell'Alto Adige

Il Museo Archeologico dell'Alto Adige, casa di Ötzi, si trova a Bolzano, in via Museo 43. Non è possibile scattare foto né effettuare riprese: all'entrata si viene invitati a depositare videocamere e fotocamere in apposite cassette di sicurezza.

Il pezzo forte del museo è ovviamente Ötzi, tenuto in una cella di refrigerazione e osservabile attraverso una finestrina di 40 x 30 centimetri. L'ingresso è a pagamento; per orari e biglietti conviene consultare il sito del museo.

storia otzi

Domande frequenti

Qual è il tatuaggio più antico del mondo?

Quello di Ötzi, il più antico essere umano tatuato conosciuto, risalente a circa 5.300 anni fa. Le mummie egizie di Gebelein, con i più antichi tatuaggi figurativi, sono quasi contemporanee.

Quanti tatuaggi aveva Ötzi?

61 tatuaggi raccolti in 19 gruppi, secondo la mappatura completa pubblicata nel 2015 sul Journal of Cultural Heritage.

Come erano fatti i tatuaggi di Ötzi?

A puntura: la pelle veniva perforata ripetutamente e vi si faceva penetrare un pigmento a base di carbone. Un tempo si pensava invece a piccole incisioni ricoperte di carbone vegetale.

Perché Ötzi si faceva tatuare?

Per alleviare il dolore: i tatuaggi si trovano sopra le articolazioni che l'esame dello scheletro ha rivelato affette da artropatia degenerativa. L'ipotesi più accreditata è quindi terapeutica.

Di cosa è morto Ötzi?

Di una ferita di freccia: la punta di selce, localizzata nella spalla sinistra, aveva reciso l'arteria succlavia. Morì intorno ai 46 anni.

Dove si trova Ötzi oggi?

Al Museo Archeologico dell'Alto Adige, a Bolzano, in via Museo 43. È conservato in una cella di refrigerazione e si osserva attraverso una piccola finestra.

Fonti e approfondimenti

Samadelli M. e altri, «Complete mapping of the tattoos of the 5300-year-old Tyrolean Iceman», Journal of Cultural Heritage, 2015.

Deter-Wolf A. e altri, studio tecnico sulla tecnica di esecuzione dei tatuaggi di Ötzi, 2024.

Museo Archeologico dell'Alto Adige, Bolzano (iceman.it).

Radiocarbon dating e TAC del 2001 sulla causa di morte di Ötzi.

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