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Salute e cura del tatuaggio

Tatuaggi e nichel: cosa sapere se sei allergico

Tatuaggi

Se sei allergico al nichel, puoi fare un tatuaggio?

La risposta non è semplicemente “sì” o “no”.

Il nichel è un allergene molto comune e può essere presente come impurità o componente in diversi prodotti. Nel caso dei tatuaggi, inoltre, bisogna distinguere tra inchiostri, strumenti e altri materiali utilizzati durante la seduta.

La buona notizia è che oggi nell’Unione Europea le miscele per tatuaggi sono soggette a specifiche restrizioni chimiche previste dal regolamento REACH.

Questo però non significa che una persona allergica al nichel possa ignorare completamente il problema.

Il nichel può essere presente negli inchiostri per tatuaggi?

Può essere presente in alcune miscele.

L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che l’allergia al nichel è frequente nella popolazione generale e che il nichel può essere presente in coloranti e altri prodotti.

Oggi, però, gli inchiostri utilizzati legalmente nell’Unione Europea devono rispettare le restrizioni previste dal regolamento REACH per le sostanze presenti nelle miscele destinate al tatuaggio e al trucco permanente.

La normativa stabilisce limiti per numerose sostanze, comprese determinate categorie di metalli.

Cosa significa “contiene nichel” sull’etichetta?

È probabilmente l’informazione più utile per chi ha già una sensibilizzazione nota.

Il Ministero della Salute specifica che le miscele per tatuaggi devono riportare una serie di informazioni in etichetta, tra cui:

  • nome della miscela;
  • elenco degli ingredienti;
  • numero di lotto;
  • indicazione che il prodotto è destinato a tatuaggio o trucco permanente.

Quando pertinente, deve inoltre comparire la dicitura:

“contiene nichel”

oppure

“contiene cromo (VI)”

perché questi metalli possono provocare reazioni allergiche.

Questo significa che, se sai di essere allergico al nichel, ha senso chiedere al tatuatore di verificare l’etichetta e la documentazione del prodotto che intende utilizzare.

“Nickel free” significa davvero senza nichel?

È una definizione da interpretare con cautela.

Nel linguaggio commerciale “nickel free” viene spesso percepito come “assenza totale di nichel”.

Dal punto di vista pratico, però, la questione più importante è se il prodotto sia conforme alla normativa vigente e se sia prevista una specifica indicazione in etichetta relativa alla presenza di nichel.

Per questo è più utile chiedere:

  • quale inchiostro verrà utilizzato;
  • se è conforme alle restrizioni REACH;
  • cosa riporta l’etichetta;
  • se è presente la dicitura “contiene nichel”;
  • qual è il numero di lotto.

Una generica promessa commerciale “nickel free” è meno informativa di una documentazione precisa del prodotto.

Se sono allergico al nichel posso tatuarmi?

Dipende dal tipo e dalla gravità della sensibilizzazione e dalla situazione individuale.

Un’allergia al nichel già diagnosticata non significa automaticamente che si svilupperà una reazione a qualsiasi tatuaggio.

Allo stesso tempo, non è prudente dare per scontato che non ci siano rischi.

Se hai una forte allergia al nichel, una storia di reazioni importanti o dubbi particolari, la scelta più sensata è discuterne preventivamente con un dermatologo o allergologo.

Il medico può valutare la tua storia clinica e aiutarti a decidere quali precauzioni adottare.

Come si manifesta un’allergia dopo un tatuaggio?

Le reazioni allergiche ai tatuaggi possono avere manifestazioni diverse.

L’American Academy of Dermatology segnala che una reazione all’inchiostro può provocare:

  • rossore;
  • gonfiore;
  • forte prurito;
  • piccoli rilievi simili a brufoli;
  • zone squamose e in rilievo;
  • noduli;
  • vescicole;
  • desquamazione o croste.

Una reazione può inoltre interessare prevalentemente uno specifico colore del tatuaggio.

L’ISS ricorda inoltre che le reazioni allergiche possono comparire sia a breve termine sia molto tempo dopo l’esecuzione del tatuaggio.

Una reazione al tatuaggio può comparire dopo anni?

Sì.

È uno degli aspetti meno intuitivi delle reazioni agli inchiostri.

L’American Academy of Dermatology segnala che alcune reazioni allergiche possono comparire immediatamente, dopo settimane oppure anche anni o decenni dopo il tatuaggio.

Per questo, se una zona di un vecchio tatuaggio inizia improvvisamente a:

  • prudere;
  • gonfiarsi;
  • diventare in rilievo;
  • sviluppare noduli;
  • arrossarsi;

non bisogna pensare automaticamente che il tatuaggio sia “troppo vecchio” per essere coinvolto.

È utile farlo valutare da un dermatologo.

Il colore del tatuaggio ha importanza?

Può averla.

Le reazioni allergiche agli inchiostri possono concentrarsi in uno specifico pigmento.

L’AAD segnala che il rosso è frequentemente coinvolto nelle reazioni agli inchiostri, anche se qualsiasi colore può potenzialmente provocare una reazione.

Questo però non significa che un colore sia necessariamente “pieno di nichel” o che si possa prevedere una reazione semplicemente guardando la tonalità.

La composizione va verificata sul prodotto specifico.

Il nichel può venire anche dagli aghi?

Quando si parla di tatuaggio e allergia al nichel, l’attenzione finisce spesso soltanto sugli inchiostri.

Durante la procedura vengono però utilizzati anche materiali metallici.

Se hai una sensibilizzazione importante al nichel, è quindi ragionevole informare preventivamente il tatuatore e chiedere informazioni anche sui materiali utilizzati.

Non conviene però cercare di stabilire autonomamente il rischio sulla base del solo tipo di metallo dichiarato: composizione, rivestimenti e modalità d’uso possono variare.

In caso di allergia importante, il dermatologo o allergologo rimane il professionista più adatto con cui valutare il rischio personale.

Quali domande fare al tatuatore?

Se sai di essere allergico al nichel, non limitarti a chiedere:

“Usate colori nickel free?”

Puoi fare domande più concrete.

1. Quale marca di inchiostro utilizzerai?

Il tatuatore dovrebbe poter identificare con precisione il prodotto.

2. L’inchiostro è conforme alle norme REACH?

Dal 5 gennaio 2022 nell’UE sono in vigore specifiche restrizioni sulle sostanze pericolose contenute nelle miscele per tatuaggi e trucco permanente.

3. L’etichetta riporta “contiene nichel”?

È un’informazione particolarmente importante per una persona sensibilizzata.

4. Posso conoscere il lotto?

Il numero di lotto fa parte delle informazioni previste in etichetta.

È utile conservarlo perché permette di identificare esattamente il prodotto utilizzato se successivamente compare una reazione.

5. Quali colori verranno utilizzati?

Sapere esattamente quali pigmenti sono presenti nel tatuaggio può essere utile in caso di una futura valutazione dermatologica.

È utile fotografare le confezioni?

Può essere una buona abitudine.

Non serve trasformare la seduta in un’indagine, ma conoscere:

  • marca;
  • nome del colore;
  • numero di lotto;

può diventare molto utile se successivamente si sviluppa una reazione.

Il tatuatore dovrebbe comunque poter ricostruire quali prodotti ha utilizzato.

Fare un patch test dell’inchiostro risolve il problema?

Non bisogna considerarlo una garanzia.

Le reazioni agli inchiostri possono avere meccanismi diversi e alcune possono comparire molto tempo dopo.

Un piccolo test preventivo sulla pelle non permette quindi necessariamente di prevedere come l’organismo reagirà quando il pigmento verrà depositato nel derma.

Se hai una storia allergologica significativa, è molto più utile chiedere consiglio al dermatologo o allergologo.

Allergia al nichel e allergia all’inchiostro sono la stessa cosa?

No.

Il nichel è soltanto una delle sostanze che possono essere coinvolte nelle reazioni.

Un tatuaggio può provocare reazioni cutanee anche per motivi completamente diversi.

L’ISS distingue infatti varie possibili complicanze non infettive del tatuaggio, tra cui:

  • sensibilizzazioni;
  • reazioni allergiche;
  • reazioni infiammatorie;
  • rigonfiamenti;
  • ispessimenti della pelle.

Per questo un’eruzione cutanea su un tatuaggio non permette da sola di concludere che la causa sia il nichel.

Allergia o infezione?

Alcuni sintomi possono sovrapporsi.

Rossore, gonfiore e rilievi possono comparire sia in alcune reazioni allergiche sia in presenza di altre complicazioni.

Un’infezione tende però ad avere altri possibili segnali, come:

  • dolore crescente;
  • pus;
  • arrossamento che continua a espandersi;
  • febbre;
  • brividi.

L’American Academy of Dermatology raccomanda una valutazione medica in presenza di possibili segni di infezione.

Se questi sintomi sono presenti, puoi consultare anche la nostra guida dedicata al tatuaggio infetto.

Cosa fare se il tatuaggio inizia a prudere o gonfiarsi?

Evita di provare diversi farmaci o creme nel tentativo di capire quale funzioni.

Puoi innanzitutto raccogliere le informazioni relative agli inchiostri utilizzati e mostrarle al dermatologo.

Sono particolarmente utili:

  • foto della reazione;
  • data di esecuzione;
  • data di comparsa dei sintomi;
  • colori coinvolti;
  • marca degli inchiostri;
  • numero di lotto.

Queste informazioni permettono una valutazione molto più utile di un semplice “credo di essere allergico al tatuaggio”.

Quando rivolgersi urgentemente a un medico

La maggior parte delle reazioni cutanee non provoca una reazione allergica grave.

Esistono però sintomi che richiedono assistenza immediata.

L’AAD indica tra i segnali di una possibile reazione grave:

  • difficoltà a respirare;
  • senso di costrizione al torace;
  • capogiri;
  • gonfiore intenso;
  • orticaria;
  • dolore importante;
  • altri sintomi sistemici.

In questi casi è necessario richiedere assistenza medica urgente.

Quindi cosa deve fare una persona allergica al nichel prima di tatuarsi?

Il percorso più prudente è:

  1. informa il tatuatore dell’allergia;
  2. chiedi esattamente quali inchiostri verranno utilizzati;
  3. verifica l’etichettatura e l’eventuale indicazione “contiene nichel”;
  4. scegli uno studio che utilizzi prodotti conformi alle normative vigenti;
  5. se hai una sensibilizzazione importante, parlane preventivamente con un dermatologo o allergologo;
  6. conserva le informazioni sui prodotti e sui lotti utilizzati.

L’obiettivo non è spaventarsi, ma avere informazioni concrete.

Domande frequenti

Gli inchiostri per tatuaggi contengono nichel?

Alcuni prodotti possono contenerlo. Nell’UE le miscele per tatuaggi devono rispettare specifiche restrizioni REACH e, quando previsto, l’etichetta deve indicare “contiene nichel”.

Esistono tatuaggi completamente nickel free?

Meglio non affidarsi soltanto alla definizione commerciale “nickel free”. Chiedi al tatuatore quale prodotto utilizza, verifica che sia conforme alla normativa vigente e controlla le informazioni in etichetta.

Sono allergico al nichel: posso fare un tatuaggio?

Non esiste una risposta valida per tutti. In caso di allergia importante o precedenti reazioni significative, è consigliabile discuterne con un dermatologo o allergologo prima della seduta.

Come faccio a sapere se l’inchiostro contiene nichel?

Chiedi al tatuatore di verificare l’etichetta e la documentazione del prodotto. Quando applicabile, l’etichetta deve riportare l’indicazione “contiene nichel”.

Una reazione al nichel compare subito?

Non necessariamente. Le reazioni allergiche associate ai tatuaggi possono comparire anche molto tempo dopo.

Se il tatuaggio prude significa che sono allergico?

No. Il prurito può avere cause differenti e durante la normale guarigione è piuttosto comune. Un prurito persistente, intenso o associato a gonfiore, rilievi o eruzioni cutanee merita invece una valutazione.


Questo articolo ha finalità informative e non permette di stabilire se una persona allergica al nichel possa effettuare un tatuaggio senza rischi. In presenza di allergia nota, precedenti reazioni importanti o sintomi comparsi dopo un tatuaggio, rivolgiti a un medico, dermatologo o allergologo.

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