ciao, perdona la domanda, se tatui da 2 anni come hai fatto fino ad ora?
Nel senso, se fai tutto in regola e lo studio non è tuo hai 2 possibilità:
- essere assunto, cosa che non ho mai visto
- avere una partita iva ed emettere fattura a spot o periodica
I rapporti di lavoro tra un tatuatore a partita iva e lo studio in genere sono regolati con una collaborazione avvallata da un contratto o una lettera di incarico (che non fa nessuno ma a norma di legge ci dovrebbe essere).
La fatturazione di solito è forfettaria mensile, però così facendo - sempre se vuoi essere super regolare - non dovresti pagare il tatuatore ad ogni tatuaggio ma solo ogni qualvolta emette la fattura. Invece funziona sempre che il tatuatore si mette in tasca una parte del cassetto a fine giornata.
A tal proposito le percentuali pattuite oscillano dal 30% al 70%.
Nel senso che nel tuo studio collabora un tatuatore con quotazione zero, senza clienti e magari alle prime armi, si prenderà il 30%. Se invece è un tattoo artist quotato può arrivare a tenersene anche il 70%.
Stesso discorso per l'affitto poltrona.
Dal punto di vista fiscale è uguale al metodo con percentuale incasso (non si scappa, partita iva sempre) ma si ragiona con una quota che il tatuatore da allo studio per affittare la poltrona un giorno (o solo per un pezzo, o una settimana, ecc), indipendentemente da ciò che il tatuatore fa pagare al suo cliente.
Attenzione, il cliente paga SEMPRE lo studio, quindi tutto il concetto dell'affitto poltrona è virtuale per una questione di conteggi. Fiscalmente è una cosa che non esiste, si parla sempre di collaborazioni con fatture.
Ricorda che se non hai l'attestato puoi aprire uno studio ma deve essere presente un responsabile tecnico che ne è in possesso, sia come socio che come dipendente. Non possono farlo i liberi professionisti
buone cose