fbpx

Il Tatuaggio Polinesiano

Pressochè tutti, nell'antica società Polinesiana, portavano tatuaggi

LE ORIGINI DELLA SOCIETÀ POLINESIANA

Le origini della cultura polinesiana non sono ancora state delineate con precisione e continuano ad essere al centro di dibattiti e discussioni basate su ipotesi.
Questa incertezza si trasferisce, di rimando, anche alle dissertazioni riguardanti il tatuaggio.
Una cosa certa è però che il termine Polinesiano va ad incorporare al suo interno diverse tribù tra le quali i Marchesi, Samoani, Tongani, le tribù di Niue e delle Isole Cook, Hawaiani, Tahitiani e Maori. Tutte queste tribù sono geneticamente legate alle popolazioni indigene del Sud-Est Asiatico.

Sud-Est Asiatico e Polinesia sono sottoregioni dell'Oceania, formata da agglomerati di oltre 1000 isole dell'Oceano Pacifico, posizionate all'interno di un'area triangolare che ha ai suoi vertici la Nuova Zelanda, le Hawaii e l'Isola di Pasqua.
Gli abitanti della Polinesia, chiamati appunto Polinesiani, condividono lingua, cultura e credenze.
Di fatto qualche piccola differenza nella lingua esiste, ma ci sono parole chiave quali Moana (Oceano) e Mana (Energia Spirituale) che sono comuni a tutte le popolazioni di questa zona; questo tra l'altro, ci permette di sottolineare quanto l'Oceano sia vicino al sentire delle genti di queste isole, che lo ritengono fonte e garanzia di vita.

polynesian tattoo

 

ORIGINI DEL TATUAGGIO POLINESIANO

Nella Polinesia antica non si era sviluppato un sistema di scrittura, i tatuaggi erano quindi pregni di simboli distintivi che delineavano identità e personalità.
I tatuaggi indicavano non solo lo status all'interno della gerarchia sociale ma anche la maturità sessuale, la discendenza ed il rango.
Pressochè tutti, nell'antica società Polinesiana, portavano tatuaggi.

Le prime isole scoperte dagli occidentali furono le Isole Marchesi, per opera di esploratori europei ed in particolare dello spagnolo Alvaro de Mendana de Neira, nel 1595.
Tuttavia, vista la scarsa presenza di risorse di valore, le isole non destarono particolare interesse.

Fu quasi due secoli più tardi che il Capitano James Cook decise di cominciare ad esplorare il triangolo polinesiano, coniando, nel 1771, il termine Tattoo a seguito del suo primo viaggio tra Tahiti e Nuova Zelanda.
Cook raccontò le usanze degli abitanti di queste zone (da lui denominati Tattaw) e addirittura portò con se, in Europa, un tahitiano chiamato Ma'i, che con i suoi tatuaggi ottenne una rapida popolarità contribuendo a fare conoscere di rimando la stessa arte del Tatuaggio Polinesiano.
Secondo alcune dicerie anche gli stessi marinai, affascinati da questa forma d'arte, in questo frangente cominciarono a tatuarsi.

Per quanto il Tatuaggio Polinesiano esistesse da oltre 2000 anni, nel XVIII° Secolo, tempo di colonizzazione e missioni cristiane, ne fu vietata la pratica a causa di alcuni versi riportati del Vecchio Testamento ("Non vi farete incisioni sul corpo per un defunto, né vi farete segni di tatuaggio. Io sono il Signore". Levitico 19, v.28 ).

Dal suo ritorno in auge negli anni 80, molte arti antiche ritrovarono vitalità ma data la difficoltà che si aveva nello sterilizzare gli strumenti in legno ed ossa il Ministero della Salute bannò, nel 1986, il tatuaggio nella Polinesia Francese.
Il recente ritorno sulle scene della pratica del tatuaggio, in special modo a Tonga, è dovuto principalmente al lavoro di studenti, ricercatori ed artisti.

 

TONGA E SAMOA

Nelle due isole di Tonga e Samoa il tatuaggio polinesiano si è sviluppato in una forma d'arte altamente rifinita, carriera di profondi significati sociali e culturali.
I guerrieri di Tonga erano tatuati dalla vita alle ginocchia con una serie di motivi geometrici, principalmente formati da texture a triangoli, strisce ed anche aree di solo riempimento nero. I tatuaggi erano eseguiti da sacerdoti che avevano affrontato un lungo addestramento ed eseguito precisi rituali.

Nell'antica Samoa, il tatuaggio ricopriva ruoli fortemente importanti anche nei rituali religiosi e nelle pratiche di guerra.
I tatuatori avevano una posizione privilegiata all'interno della società e tramandavano la pratica di padre in figlio (ereditando il ruolo di tatuatore per diritto di sangue).
Di norma questi artisti tatuavano gruppi di 6/8 persone (generalmente uomini) durante cerimonie alle quali assistevano parenti ed amici.
Il tatuaggio dei guerrieri samoani si estendeva dalla vita fino a subito sotto le ginocchia.
Non era inusuale imbattersi anche in donne tatuate, ma i soggetti di questi tatuaggi si limitavano a texture geometriche pseudo-floreali sulle mani o sulle parti inferiori del corpo.

 

ARTE MARCHESANA

Intorno al 200 AD viaggiatori dalle aree di Tonga e Samoa si stabilirono nell'area Marchese.
Nell'arco di 1000 anni queste installazioni si evolsero nella cultura polinesiana più complessa, quella Marchesana.
L'arte e l'architettura marchesane erano raffinate ed i disegni dei tatuaggi, che spesso coprivano l'intero corpo, erano i più elaborati dell'intera Polinesia.

 

GLI STRUMENTI

Gli attrezzi e le tecniche usate nel tatuaggio polinesiano, nel corso dei secoli, non hanno subito differenziazioni significative.

strumenti tatuaggio polinesiano tradizionale
L'arrivo del Cristianesimo a Tonga provochò l'estinguersi di diverse pratiche indigene, compresa quella del Tattoo ma, fortunatamente, questo non successe a Samoa dove la tradizione di tatuare a mano è rimasta viva e vegeta per oltre 2000 anni.
Tramandate di generazione in generazione, queste tecniche venivano assimilate attraverso un lungo periodi di praticantato come apprendista.

Un giovane artista (tufaga) in fase di apprendimento passava ore e giorni eseguendo tatuaggi sulla sabbia o su corteccia d'albero utilizzando uno speciale pettine (au).
Onorando con estrema riverenza la tradizione, il tatuatore samoano costruiva i suoi strumenti utilizzando affilati denti di cinghiale legati ad una porzione di carapace di tartaruga e ad un'impugnatura di legno.

 

DOLORE

I marchi indelebili sul corpo dei polinesiani avrebbero ricordato e celebrato per sempre la loro dedizione alla tradizione e la resistenza al dolore.
Il dolore era forte ed il rischio di morire per infezione era una preoccupazione ben motivata.
Comunque, non sottoporsi al rito del tatuaggio avrebbe significato essere etichettati come codardi o come pala'ai (la zucca, introdotta in Polinesia da James Cook, come dono, nel 1778), assicurandosi l'odio e il disprezzo da parte del resto della tribù.
Chi non sopportava il dolore e si sottraeva al tatuaggio lasciandolo incompiuto portava su di sè il marchio della vergogna per il resto della vita.
Erano quindi in pochi a sottrarsi al tradizionale pe'a, l'intricato tatuaggio che copriva il corpo da metà del torso fino alle ginocchia.
L'artista usava un bastoncino di legno per battere i denti imbevuti di pigmento sulla pelle, seguendo solo pochi segni di riferimento come linee guida.

Una sessione di tattoo di norma durava fino al calare del sole o finchè il tatuato non riusciva più a sopportare il dolore e si ritirava per poi riprendere la mattina seguente, a meno che la pelle infiammata non necessitasse di qualche giorno per guarire.
L'intero processo poteva durare fino a 3 o 4 mesi.
A tatuaggio completato, la famiglia del tatuato ne celebrava la fine con una festa ed il tufaga (l'artista) rompeva un vaso d'acqua ai suoi piedi per sancire la fine del calvario.

 

PROCESSO DI GUARIGIONE

La guarigione richiedeva mesi.
La pelle tatuata doveva essere lavata in acqua salata per scongiurare il rischio di infezioni e massaggiata per evitare il depositarsi di impurità.
Amici e parenti aiutavano attivamente il tatuato in questa fase poichè anche le azioni più ordinarie quali il sedersi o il camminare potevano irritare la pelle infiammata e causare forti dolori.
Nel giro di sei mesi, i segni sulla pelle cominciavano ad essere riconoscibili ma il processo completo di guarigione richiedeva quasi un anno.

 

POSIZIONE DEI TATTOO

La posizione del tatuaggio ricopre un ruolo fondamentale nella tradizione polinesiana.
Ci sono elementi correlati a precisi significati in base alla loro posizione sul corpo.

Gli uomini sono ritenuti discendenti di Rangi (Cielo -Paradiso) e di Papa (Terra), che un tempo erano uniti.
Il fine ultimo dell'uomo, nelle leggende polinesiane, è quello di ritrovare quell'unione, utilizzando quindi il corpo come strumento di collegamento tra Rangi e Papa.
La parte superiore del corpo è correlata al mondo spirituale e al cielo, mentre la parte inferiore è correlata alla terra ed al mondo fisico.

La disposizione di determinati elementi sul corpo, quali la discendenza genealogica sulle parti posteriori delle braccia, suggeriscono che la parte posteriore del corpo potrebbe essere legata al passato e la anteriore al futuro.

Inoltre la sinistra è generalmente legata alla donna e la destra all'uomo.

polynesian body parts

1 - TESTA
Punto di contatto con Rangi, quindi correlata a temi quali la spiritualità, la conoscenza, la saggezza e l'intuizione.

2 - TRONCO SUPERIORE

Dal petto a sopra l'ombellico, è correlata a temi quali la generosità, la sincerità, l'onore e la riconciliazione.
Essendo area di mezzo tra Rangi e Papa, affinchè regni l'armonia è necessario che quest'area sia ben bilanciata.

3 - TRONCO INFERIORE

Dalle cosce all'ombellico.
E' correlata all'energia vitale, al coraggio, alla procreazione, all'indipendenza e alla sessualità.
In particolare, le cosce sono legate alla forza e al matrimonio.
L'area mediana dello stomaco è punto di origine del Mana e l'ombellico rappresenta l'indipendenza (per il significato simbolico che assume il taglio del cordone ombelicale).

L'indipendenza è una caratteristiche tenuta in alta considerazione nella società polinesiana, purchè non sconfini nell'individualismo.
Tutti coloro che dipendono dall'Oceano per la sopravvivenza ben conoscono l'importanza della socialità e del socializzare ed i popoli della polinesia hanno costruito la loro cultura attorno a questi capisaldi.
La Famiglia (Ohana) è un gruppo esteso di persone che oltre ai parenti di sangue comprende amici e vicini, ognuno dei quali ha un ruolo di primaria importanza anche nel crescere, istruire e nutrire i bambini.

4 - BRACCIA E SPALLE

Spalle e braccia (sopra il gomito) sono associate con la forza, il coraggio e relative a persone quali capi e guerrieri.
La parola maori kikopuku designava l'unione delle parole kiko (carne, corpo) e puku (gonfio).
Puku come prefisso viene usato come rafforzativo della parola alla quale è associato, rinforzando l'idea di braccia forti.

5 - MANI E AVAMBRACCI

Una sola parola è usata per identificare tutto ciò che va da subito sotto il gomito.
Questa parte del corpo è associata alla creatività, alla creazione e al costruire cose.

6 - GAMBE E PIEDI

Una sola parola è usata per identificare piedi e gambe.
Queste parti del corpo rappresentano l'andare avanti, la trasformazione ed il progresso ma sono anche correlate alla separzione ed alla scelta.
I piedi, in continuo contatto con la TERRA (Papa) sono anche correlati alla concretezza ed alla praticità.

 

LINKS AGLI APPROFONDIMENTI RELATIVI AD ALCUNI DEI PRINCIPALI MOTIVI POLINESIANI:

thumb polynesian enata  ENATA   thumb polynesian sharkteeth  DENTE DI SQUALO
 thumb polynesian spreads  PUNTA DI LANCIA  thumb polynesian ocean  OCEANO
 thumb polynesian tiki  TIKI  thumb polynesian turtle  TARTARUGA
 thumb polynesian lizard  LUCERTOLA  thumb polynesian fish PASTINACA (RAZZA)


 Fonte principale per molte delle informazioni contenute in questo articolo: http://www.zealandtattoo.co.nz

 

 

 

Tags:

Simboli Tattoo: Ricerca per significato

Prossimi Eventi

Non ci sono eventi per i prossimi giorni

Search