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Salute e cura del tatuaggio

Burro di karité sui tatuaggi: cosa sapere prima di usarlo

Burro Karitè

Il burro di karité viene spesso utilizzato come idratante naturale per la pelle. Ma si può mettere anche su un tatuaggio?

La risposta cambia soprattutto in base a una distinzione fondamentale: il tatuaggio è ancora in fase di guarigione oppure è già completamente guarito?

Il karité è infatti un ingrediente utilizzato in molti prodotti cosmetici ed emollienti, ma questo non significa automaticamente che qualsiasi burro di karité sia adatto a una pelle appena tatuata.

Durante la guarigione è meglio evitare esperimenti e seguire le indicazioni di aftercare ricevute dal professionista.

Su un tatuaggio completamente guarito, invece, il burro di karité può essere semplicemente considerato uno dei diversi prodotti emollienti utilizzabili per mantenere la pelle idratata.

Cos’è il burro di karité?

Il burro di karité è una sostanza grassa ricavata dai semi dell’albero di karité (Vitellaria paradoxa).

Viene utilizzato molto frequentemente in:

  • creme idratanti;
  • balsami;
  • prodotti per pelle secca;
  • cosmetici per corpo e viso.

La sua funzione principale in cosmetica è quella di ammorbidire la pelle e contribuire a limitarne la perdita di acqua.

L’American Academy of Dermatology cita infatti il burro di karité tra gli ingredienti che possono essere presenti nei prodotti idratanti destinati alla pelle secca.

Questo però non equivale a dire che il karité abbia proprietà specifiche sulla guarigione di un tatuaggio.

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Posso mettere il burro di karité su un tatuaggio appena fatto?

È qui che bisogna essere più prudenti.

Un tatuaggio fresco non è semplicemente “pelle secca”: è pelle che ha subito numerose microlesioni e sta attraversando un processo di guarigione.

L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che con il tatuaggio viene temporaneamente compromessa la barriera cutanea e che durante la guarigione è importante rispettare correttamente le indicazioni di igiene e aftercare.

Per questo non consiglierei di decidere autonomamente di sostituire il prodotto indicato dal tatuatore con burro di karité puro o con un altro cosmetico.

Se il tatuatore ti ha fornito precise indicazioni post-trattamento, segui quelle.

Se invece hai dubbi sul prodotto da utilizzare, chiedi al professionista che ha eseguito il tatuaggio o, in presenza di una reazione della pelle, a un medico o dermatologo.

Il tatuaggio fresco deve essere idratato?

In genere sì, ma senza eccedere.

Una corretta idratazione aiuta a evitare che la pelle diventi eccessivamente secca, si screpoli o provochi forte disagio durante la guarigione.

Cleveland Clinic consiglia durante la prima fase dell’aftercare di utilizzare un semplice idratante o l’unguento raccomandato, applicandolo senza esagerare.

Il punto importante è quindi questo:

idratare il tatuaggio non significa che qualsiasi prodotto idratante sia automaticamente adatto.

Profumi, sostanze irritanti o formulazioni non pensate per una pelle sensibilizzata possono provocare fastidio.

Burro di karité puro o crema al karité?

Sono due cose differenti.

Una crema “al burro di karité” può contenere decine di altri ingredienti:

  • profumi;
  • conservanti;
  • oli essenziali;
  • coloranti;
  • alcol;
  • altri estratti vegetali.

Il fatto che sull’etichetta compaia la parola karité non permette quindi di stabilire se quel prodotto sia adatto a un tatuaggio in fase di guarigione.

Per la pelle sensibile o secca, i dermatologi generalmente suggeriscono di preferire prodotti semplici e privi di profumazioni quando possibile. L’AAD raccomanda particolare cautela con profumi e altri ingredienti potenzialmente irritanti nei prodotti applicati sulla pelle secca o sensibile.

Su una pelle appena tatuata questa prudenza ha ancora più senso.

Il burro di karité fa guarire prima il tatuaggio?

Non ci sono buone ragioni per presentarlo in questo modo.

Il burro di karité può avere una funzione emolliente e idratante, ma non dovrebbe essere considerato un trattamento capace di accelerare la guarigione del tatuaggio.

La guarigione dipende da molti fattori, tra cui:

  • risposta individuale della pelle;
  • dimensioni e sede del tatuaggio;
  • tecnica di esecuzione;
  • igiene;
  • corretta gestione dell’aftercare;
  • assenza di complicazioni.

Un prodotto cosmetico può contribuire a mantenere la pelle confortevole e idratata, ma non sostituisce il normale processo biologico di guarigione.

Fa mantenere meglio il colore?

Anche qui conviene distinguere realtà e marketing.

Una pelle ben idratata può apparire più liscia e meno opaca, facendo risultare visivamente il tatuaggio più brillante.

Questo però non significa che il burro di karité impedisca al pigmento di sbiadire.

Uno dei principali fattori che nel tempo può alterare l’aspetto del tatuaggio è invece l’esposizione ai raggi ultravioletti.

L’American Academy of Dermatology raccomanda di proteggere i tatuaggi guariti dal sole con una protezione ad ampio spettro SPF 30 o superiore, perché i raggi UV possono contribuire allo sbiadimento degli inchiostri.

Quindi, se l’obiettivo è mantenere il tatuaggio bello nel tempo, protezione solare e cura generale della pelle contano più della scelta tra karité e un altro buon idratante.

E su un tatuaggio già guarito?

La situazione cambia.

Quando la pelle è completamente guarita, il tatuaggio non necessita più dello stesso tipo di precauzioni richieste nelle prime fasi dell’aftercare.

A quel punto il burro di karité può essere utilizzato come normale prodotto emolliente, purché la pelle lo tolleri bene.

L’AAD indica che la pelle tatuata secca può essere idratata con una crema o lozione, mentre il karité è uno degli ingredienti comunemente presenti nei prodotti destinati alla pelle secca.

Non è però necessario utilizzare il karité per forza.

Una buona crema idratante può svolgere la stessa funzione.

Posso usare il burro di karité tutti i giorni?

Su un tatuaggio completamente guarito, se non provoca irritazione e la tua pelle lo tollera bene, può essere utilizzato come qualsiasi altro emolliente.

La frequenza dipende soprattutto dal tipo di pelle.

Una pelle molto secca può beneficiare di un’idratazione più frequente rispetto a una pelle che tende naturalmente a essere più grassa.

Non serve però “nutrire il tatuaggio” continuamente per conservare l’inchiostro.

Una volta guarito, il pigmento si trova nel derma: quello che stai trattando con una crema è principalmente la superficie della pelle che lo ricopre.

Troppo burro di karité può essere un problema?

Applicare quantità abbondanti di qualsiasi prodotto non significa necessariamente ottenere un risultato migliore.

Durante la guarigione è particolarmente importante evitare di mantenere la superficie continuamente ricoperta da uno spesso strato di prodotto.

Cleveland Clinic raccomanda una normale idratazione con un prodotto semplice durante

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