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Guida

Tatuaggio e Legge

Il tatuaggio è una pratica sicura, a patto che nello studio vengano rispettate regole sanitarie adeguate: è bene sincerarsi che gli aghi utilizzati siano usa e getta e che tutti gli strumenti siano perfettamente sterilizzati. Qui trovi cosa dicono le linee guida nazionali e i provvedimenti regionali citati.

Il tatuaggio: cosa dice la legge

Il tatuaggio è una pratica sicura, a patto che nello studio vengano rispettate regole sanitarie adeguate.

È bene quindi sincerarsi che gli aghi utilizzati siano usa e getta e che tutti gli strumenti siano perfettamente sterilizzati. Se queste regole non vengono applicate, è possibile incorrere in malattie del sangue, come l'epatite o addirittura nell'AIDS (anche se più raro).

Le regole regionali

A questo riguardo le Regioni Italiane, a tutela del cittadino, negli ultimi anni hanno preso provvedimenti atti a regolare le attività di estetica, tatuaggio e piercing, stabilendo efficaci requisiti igienico-sanitari e prevedendo che l'operatore sia adeguatamente formato e che operi in centri strutturalmente idonei.

Le direttive regionali sono raccolte e spiegate, regione per regione, nella sezione Normative su tatuaggi e piercing: ogni pagina riassume la legge di riferimento, i requisiti richiesti allo studio e gli obblighi dell'operatore.

Le Linee guida del Ministero della Salute

Le Linee guida per l'esecuzione di procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza, emanate dal Ministero della Sanità con le circolari del 5 febbraio 1998 n. 2.9/156 e del 16 luglio 1998 n. 2.8/633, riguardano più aspetti:

– norme igieniche dove esercitare l'attività; caratteristiche e tipologie dei materiali usati e sistemi di protezione degli operatori; requisiti professionali degli operatori stessi; sistemi di sterilizzazione e di smaltimento dei rifiuti.

La pratica di piercing e tatuaggi, se effettuata in condizioni precarie da un punto di vista igienico sanitario, può comportare il rischio di contrarre infezioni e di sviluppare patologie anche molto gravi quali epatiti B e C. Per prevenire questi rischi si raccomanda alle persone che decidono di sottoporsi a piercing o tatuaggi di rivolgersi esclusivamente a laboratori dove gli operatori siano in possesso dei requisiti previsti dalle Linee guida. (Redazione Ministerosalute.it – marzo 2003)

I documenti citati

Normativa e documenti

Linee guida del Ministero della Salute

Circolari del 5 febbraio e del 16 luglio 1998: riferimento nazionale ancora in vigore

Inchiostri per tatuaggi e trucco permanente

Regolamento (UE) 2020/2081 (REACH), in vigore dal 4 gennaio 2022

Leggi regionali

La disciplina regione per regione: le 20 regioni

Consenso informato (fac-simile)

Regione Lombardia: l.r. 23 luglio 2021 n. 13 e DGR XI/5796 del 21 dicembre 2021, allegato 6

Criteri europei per gli inchiostri

Risoluzione ResAP (2008)1 del Consiglio d'Europa; in Italia resa cogente dal Codice del consumo (art. 105, D.Lgs. 206/2005)

Trucco permanente e dermografo

Decreto interministeriale n. 206 del 15 ottobre 2015, scheda tecnica n. 23: dermografo per micropigmentazione (formazione e cautele d'uso)

Riforma in discussione

Disegno di legge S.450 (XIX legislatura) su tatuaggio, piercing e scarificazione: in esame al Senato, non ancora approvato

Quadro normativo aggiornato (ISS)

La scheda dell'Istituto Superiore di Sanità, aggiornata a settembre 2024

Codice privacy e GDPR

Per la messa a norma dello studio, relativamente al trattamento dei dati personali, abbiamo realizzato una guida pratica dedicata al tattoo shop.

Consenso informato per tatuaggio e piercing

Il tatuatore è tenuto a far compilare ad ogni cliente un consenso informato prima di effettuare il tatuaggio (o il piercing). Il modulo riprodotto qui sotto segue la nota informativa e le indicazioni vigenti: per la Lombardia il riferimento è la legge regionale 23 luglio 2021 n. 13 e le disposizioni attuative approvate con la DGR XI/5796 del 21 dicembre 2021 (allegato 6), che hanno sostituito il modello del 2019.

Nota informativa e consenso informato per tatuaggio e piercing

Domande frequenti

Il tatuaggio è una pratica sicura?

Sì, a patto che nello studio vengano rispettate regole sanitarie adeguate.

A cosa bisogna fare attenzione in uno studio?

È bene sincerarsi che gli aghi utilizzati siano usa e getta e che tutti gli strumenti siano perfettamente sterilizzati.

Cosa si rischia se le regole non vengono applicate?

Si può incorrere in malattie del sangue, come l'epatite o addirittura nell'AIDS (anche se più raro). Le linee guida citate parlano del rischio di contrarre infezioni e di sviluppare patologie anche molto gravi quali epatiti B e C.

Chi regola l'attività di tatuaggio in Italia?

Le Regioni Italiane, a tutela del cittadino, negli ultimi anni hanno preso provvedimenti atti a regolare le attività di estetica, tatuaggio e piercing, stabilendo requisiti igienico-sanitari e prevedendo che l'operatore sia adeguatamente formato e operi in centri strutturalmente idonei.

Cosa prevedono le Linee guida del Ministero della Salute?

Le Linee guida emanate dal Ministero della Sanità con le circolari del 5 febbraio 1998 n. 2.9/156 e del 16 luglio 1998 n. 2.8/633 riguardano più aspetti: norme igieniche dove esercitare l'attività, caratteristiche e tipologie dei materiali usati e sistemi di protezione degli operatori, requisiti professionali degli operatori, sistemi di sterilizzazione e di smaltimento dei rifiuti.

Serve il consenso informato prima di un tatuaggio?

Sì: il tatuatore è tenuto a far compilare ad ogni cliente un consenso informato prima di effettuare il tatuaggio (o il piercing). In Lombardia il modulo fa riferimento alla legge regionale 23 luglio 2021 n. 13 e alle disposizioni attuative (DGR XI/5796 del 21 dicembre 2021, allegato 6).

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